Faccio tatuaggi ormai da almeno sei anni.
Ho cominciato con l’attrezzatura di un amico, l’aveva
ordinata per posta da una nota azienda italiana, mi
ricordo, andavo a trovarlo quando tatuava e non avevo
mai visto fare un tatuaggio, mi ero molto incuriosito
mi chiedevo come si potesse disegnare sulla
pelle.
Io frequentavo l’Accademia di BelleArti di Roma in quel periodo
di tecniche atte alla decorazione ne avevo viste tante ma il tatuaggio
aveva in se qualcosa d’estremo di forviante ma allo stesso tempo pieno
di fascino, tanto da dedicargli la mia tesi di laurea.
Fu proprio in accademia che conobbi un ragazzo di Taranto
un tatuatore molto "tatuato", bravissimo, con una tecnica a mestiere
da lui imparai molte cose sulla tecnica applicata, sia vedendolo
lavorare nel suo studio–casa, che ascoltando i suoi consigli.
Non ho tatuaggi, al contrario di quanto si possa pensare, ma non per
scelta, semplicemente non me ne sono mai preoccupato, mi piace farli
e li ammiro (quando sono belli) sulle persone; quando ho iniziato
volevo tatuarmi ma alla fine mi sono interessato più a “tatuare”.
La maggior parte di chi si destreggia in questa disciplina ne vanta
un buon numero sparsi qua e là su tutto il corpo, dipende da quanto
scrupolo si è impiegato nel dare un criterio logico alla propria
composizione, che molto spesso è opera del tatuatore stesso, che
inizialmente sperimenta su di se le proprie capacità.
Io il mio primo tattoo l’ho fatto ad un amico d’infanzia che
incoscientemente si è prestato per l’esperimento, lo dico con affetto,
visto che poi il tatuaggio è riuscito abbastanza bene ed è proprio da
quella esperienza che ho deciso di continuare.
Faccio questo lavoro in casa, soprattutto per comodità fino a quando
la deformazione professionale non mi trascini del tutto, lavoro anche
in altre discipline artistiche, potete avere ulteriori informazioni
visitando l’area “extra” sull’homepage.
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