Le origini Insieme alla comunicazione verbale e ai graffiti rupestri, la decorazione corporale è fra le prime espressioni di comunicazione umana che il mondo conosca. Il termine tatuaggio ha origini polinesiane, derivante dal vocabolo “tatau” che significa scrivere sul corpo; originariamente esso compren deva, nel termine, anche la pratica della scarificazione diffusa tra i popoli tribali di pelle molto scura. Le prime testimonianze più evidenti di pigmentazione sottocutanea, sono arrivate sino a noi tramite fenomeni di mummificazione, dove la pelle è riuscita a resistere all’usura del tempo lasciando intatti quelli che dovrebbero essere gli antenati del tatuaggio moderno, come nel caso della sa cerdotessa di Hator della XI dinastia dell’antico Egitto (2200 avanti Cristo) cos tituito da semplici segni, punti e linee; dal capo sciita sepolto a Pazyryk, nella Siberia Centrale, di circa 2500 anni fa, che tes timonia la perfezione raggiunta dalle tecniche antiche, con braccia e gambe tatuate coperte da immagini di creature fantastiche probabi lmente con valenze simboliche. La mummia di Similaun, trovata fra i ghiacci delle alpi nel 1991, è probabilmente il reperto integro più antico; anche se i suoi tatuaggi hanno dimostrato altre finalità distanti da un valore estetico: i segni, semplici e lineari, si presentavano in parti del corpo che normalmente erano tenute coperte dagli abiti, e quindi non visibili. Il tatuaggio nel nostro continente Il tatuaggio in Europa, era stato vietato dalla Chiesa Cattolica fin dal 787 d. C. (da Papa Adriano I, nel concilio ecumenico di Nicea) ed era rimasto relegato ad alcuni santuari, dove i frati stessi, nonostante il veto papale, tatuavano croci o semplici segni ai propri fedeli, come testimonianza del loro pellegrinaggio. Per molto tempo questo mezzo di espressione del corpo, fu cancellato dalla cultura europea, per poi ricomparire circa mille anni dopo. Il tatuaggio fu riscoperto alla fine del settecento, dalle affascinanti esperie nze del capitano James CooK che des crisse Tahiti come “il paradiso ter restre”. Philibert Commerson, mem bro della spedizione di Louis Antoine de Bougainville, che ne approdò più tardi, attribuì a quell’isola il nome di Utopia, rimanendo colpito dal tono pa cifico e beato della popolazione che mostrava molteplici decorazioni sul corpo. Fu proprio quell’atmosfera atipica a gettare sul tatuaggio un fascino sino ad allora non considerato, nonostante, il barlume verso certe pratiche fosse già arrivato dall’Africa settentrionale e dai popoli islamici.Quella scrittura ap pariva come simbolo di un mondo diverso, di gente libera dal pregiudizio e dalla menzogna; le notizie sul “paradiso terrestre”, divennero motivo di dibattiti e furono usate dall’il luminismo come sfondo per la sua critica sociale all’Europa assolutista. |